Congregazione di Gesù e Maria · Dal 1643
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San Giovanni Eudes · Un’eredità per la Chiesa

Dottore
della Chiesa?

Condividere la ricchezza di una vita e di un insegnamento.

Il dossier della causa per il dottorato di san Giovanni Eudes: le motivazioni, la storia e le persone che l’hanno sostenuta.

Statua di san Giovanni Eudes con i Cuori di Gesù e MariaJean Eudes · 1601–1680

Editoriale

Un tesoro spirituale
da condividere

Consapevoli di aver ricevuto un tesoro spirituale per tutta la Chiesa, la Congregazione di Gesù e Maria e la Congregazione di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore hanno presentato la causa per il dottorato del loro fondatore, san Giovanni Eudes (1601–1680). La sua dottrina è raccolta nei tredici volumi delle Opere complete.

Riteniamo che il metodo elaborato da san Giovanni Eudes per accompagnare l’esperienza cristiana possa sostenere la vita dei credenti e annunciare il Vangelo di Cristo nel mondo contemporaneo. Giovanni Eudes visse agli albori della modernità, in un’epoca in cui mutava profondamente il modo di percepire e abitare la realtà. Basti pensare ai grandi sconvolgimenti del XVII secolo: Copernico e Cartesio, la nascita delle scienze moderne, le esplorazioni europee di tutti i continenti e l’espansione missionaria in Canada e in Cocincina. Fu anche un tempo di decisa riscoperta dell’interiorità, di un ritorno al cuore come luogo essenziale dell’essere e della ricerca della verità. In questo contesto san Giovanni Eudes e molti suoi contemporanei cercarono un linguaggio e un metodo per accompagnare l’esperienza cristiana. Bérulle, Olier, Vincenzo de’ Paoli e tante altre figure di santità furono artefici di una nuova evangelizzazione. All’inizio del XX secolo l’abate Bremond definì questo rinnovamento spirituale e apostolico «Scuola francese di spiritualità», la cui impronta rimane feconda nella Chiesa universale.

Desideriamo proporre più ampiamente la sua dottrina ai fedeli di oggi e condividere la nostra eredità, affinché tutta la Chiesa possa attingere all’ispirazione che ha animato la persona, l’azione e le opere del nostro fondatore. Possa il processo di riconoscimento giungere a compimento, per la maggior gloria di Dio e il bene della Chiesa.

Jean-Michel Amouriaux, Editoriale del dossier originale

La causa del dottorato

Perché san Giovanni Eudes
Dottore della Chiesa?

In ogni epoca la Chiesa offre ai fedeli la testimonianza di uomini e donne capaci di guidarli nella sequela di Cristo, nella comprensione della fede e nella vita cristiana. Nel corso dei secoli ha conferito il titolo di «Dottore della Chiesa» a grandi santi e sante, la cui vita e il cui insegnamento sono una ricchezza e un riferimento per tutti i battezzati. Negli ultimi decenni sono stati proclamati Dottori della Chiesa figure diverse come santa Caterina da Siena, santa Teresa di Lisieux, san Giovanni d’Avila e santa Ildegarda di Bingen.

In questa prospettiva, gli Eudisti, le Suore di Nostra Signora della Carità e le Suore del Buon Pastore, insieme alle congregazioni femminili eredi di san Giovanni Eudes, propongono alla Conferenza episcopale francese di sostenere la causa per proclamarlo Dottore della Chiesa.

Dopo numerose consultazioni ecclesiali in diversi paesi, gli Eudisti, insieme alle congregazioni della stessa famiglia spirituale e ad alcune diocesi francesi, desiderano sottoporre al discernimento della Chiesa la causa per il dottorato di san Giovanni Eudes. Attraverso l’esperienza missionaria, la predicazione e l’impegno nella formazione dei sacerdoti, in un periodo difficile di fratture e cambiamenti, Giovanni Eudes contribuì al rinnovamento della vita cristiana. In particolare, attraverso la potente immagine del Cuore, aprì un cammino spirituale concreto: ogni battezzato, seguendo Maria, è invitato a «formare Gesù in sé». La vita, la testimonianza, gli scritti e l’eredità di san Giovanni Eudes — sacerdote missionario e maestro di vita cristiana — nel rinnovamento cattolico del XVII secolo, restano attuali per la nuova evangelizzazione e il rinnovamento della vita battesimale.

Oltre ai meriti riconosciuti nella canonizzazione, la prassi e gli insegnamenti pastorali di san Giovanni Eudes — per far «vivere e regnare Cristo» in ogni battezzato — e la sua eminente dottrina sul Cuore di Gesù e sul Cuore di Maria motivano un più ampio riconoscimento da parte della Chiesa, a beneficio di tutto il popolo cristiano.

Quaderni eudisti · 27

Sulle vie del dottorato

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3 dicembre 2016 · Tappa storica

Un’udienza con papa Francesco

Mons. Luc Crépy, allora vescovo di Le Puy-en-Velay, incontrò papa Francesco per parlare della possibilità di proclamare san Giovanni Eudes Dottore della Chiesa. Era accompagnato da padre Camilo Bernal, allora superiore generale degli Eudisti, e da suor Marie-Françoise Le Brizaut.

L’incontro riguardò la diffusione del messaggio di Giovanni Eudes e il contributo che la sua spiritualità e la sua dottrina potrebbero offrire a tutta la Chiesa.

Testimone della misericordia

Una fede che si fa servizio

La contemplazione dei Cuori di Gesù e di Maria alimentava in Giovanni Eudes una concreta attenzione alle persone. L’impegno accanto ai malati, le missioni nelle campagne e la cura della formazione sacerdotale esprimevano un unico desiderio: far conoscere l’amore di Dio.

Nel ritratto tracciato da mons. Michel Dubost, la misericordia unisce la sua preghiera, la predicazione e le fondazioni.

Leggi il ritratto di mons. Michel Dubost ↗

Dalla formazione alla diffusione

Una vita, molte fondazioni,
un’eredità

Tappa 01

Formazione

Giovanni Eudes nacque il 14 novembre 1601 (lo stesso anno di Luigi XIII) a Ri, vicino ad Argentan, in Normandia. Dopo gli studi umanistici al collegio dei Gesuiti di Caen, il 23 marzo 1623 entrò nella neonata Società dell’Oratorio di Gesù di Francia, in rue Saint-Honoré a Parigi, dove fu accolto dal fondatore, il cardinale Pierre de Bérulle. Ordinato sacerdote il 20 dicembre, celebrò la prima messa il giorno di Natale, prima di proseguire gli studi teologici nella comunità oratoriana di Aubervilliers.

Tappa 02

Fondazione della Congregazione di Gesù e Maria

Tornato in Normandia nel 1627, fu inviato nella regione di Vrigny, nella diocesi di Sées, colpita dalla peste. Sopravvisse all’epidemia e vide l’abbandono materiale e spirituale delle campagne. Da questa esperienza ricavò una priorità per il suo apostolato: per rinnovare la vita cristiana della società occorreva formare sacerdoti capaci di guidare le parrocchie rurali e predicare missioni popolari. In sintonia con le direttive del Concilio di Trento sulla formazione del clero, il 19 marzo 1643 lasciò la comunità dell’Oratorio di Caen, di cui era superiore, per aprire un seminario nella stessa città. Riunì sette sacerdoti esperti, missionari capaci di diventare formatori, e il 25 marzo, con l’approvazione del vescovo di Bayeux, fondò una società di sacerdoti dedicati alla formazione dei seminaristi e del clero e alla predicazione nelle parrocchie: la Congregazione di Gesù e Maria, detta degli Eudisti. Durante la vita del fondatore, da Caen i seminari eudisti si diffusero a Coutances, Lisieux, Rouen, Évreux e Rennes.

Tappa 03

Fondazione dell’Ordine di Nostra Signora della Carità

Dal 1634 Giovanni Eudes pensava di fondare a Caen un «rifugio» per le «ragazze pentite», donne desiderose di lasciare una vita dissoluta o la prostituzione. Nel 1641, con l’aiuto di membri della Compagnia del Santissimo Sacramento, fondò Notre-Dame du Refuge. In seguito affidò l’opera a religiose e, con il sostegno delle Visitandine di Caen, creò un istituto che sarebbe diventato l’Ordine di Nostra Signora della Carità. Fu riconosciuto dal vescovo di Bayeux, mons. Molé, l’8 febbraio 1651 e da una bolla di papa Alessandro VII il 2 gennaio 1666. Durante la vita del fondatore, oltre alla casa di Caen, furono aperti i monasteri bretoni di Rennes (1673), Hennebont e Vannes (1676).

Tappa 04

Predicazione

Alla morte, avvenuta a Caen il 19 agosto 1680, Giovanni Eudes aveva predicato 110 missioni tra il 1632 e il 1676, di cui 90 in Normandia, soprattutto nella diocesi di Coutances. Queste missioni popolari miravano a ravvivare la fede e il fervore cattolico nelle parrocchie. Ciascuna durava circa un mese e mezzo: le mattine erano dedicate alla predicazione, i pomeriggi al catechismo o alle conferenze. Il missionario ascoltava anche le confessioni della popolazione.

Giovanni Eudes predicò anche davanti alla regina madre Anna d’Austria, che lo stimava molto. Luigi XIV, dopo aver sostenuto la fondazione della Congregazione di Gesù e Maria, tra il 1674 e il 1679 sospettò il santo di opporsi alla sua politica gallicana. Va inoltre ricordata l’attività liturgica e letteraria di Giovanni Eudes a favore del culto dei Cuori di Gesù e Maria: nel 1648, durante una missione ad Autun, fece celebrare con l’approvazione del vescovo la messa e l’ufficio del Cuore di Maria, di cui aveva composto la struttura; nel 1672 fece lo stesso a Caen e in altri quattro seminari per la messa e l’ufficio del Cuore di Gesù.

Tappa 05

Venerazione

Dopo la morte, il corpo di Giovanni Eudes fu sepolto nella chiesa dei Santissimi Cuori di Gesù e Maria del seminario eudista di Caen. Nel 1810 le sue spoglie furono trasferite a Notre-Dame-de-la-Gloriette. Dal 6 marzo 1884 riposano nella cripta sotto il transetto meridionale di questa antica chiesa dei Gesuiti.

Giovanni Eudes fu beatificato da Pio X nel 1909 e canonizzato da Pio XI nel 1925. La sua festa si celebra il 19 agosto.

L’8 novembre 2014, durante la sessione plenaria della Conferenza episcopale francese, mons. Michel Dubost annunciò il sostegno della Conferenza alla causa per proclamare san Giovanni Eudes Dottore della Chiesa. Nel dicembre 2016 mons. Luc Crépy, vescovo di Le Puy-en-Velay, incontrò papa Francesco in udienza privata per sostenere la causa.

Il patrimonio scritto

Manoscritti conservati

  1. Statuti e costituzioni della Congregazione di Gesù e Maria; in quarto, circa 600 pagine. Il volume fu stampato nel 1875 con modifiche ritenute necessarie dalle Assemblee generali o richieste dalla Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari, che lo aveva approvato il 18 giugno 1874.
  2. Il direttorio con spiegazioni per l’Ufficio divino e le altre cerimonie dei monasteri di Nostra Signora della Carità, secondo l’uso delle Visitandine; opuscolo in quarto di 100 pagine. Il manoscritto servì alla redazione del Coutumier et Cérémonial de N.-D. de Charité, stampato a Caen prima in ottavo nel 1682, poi in quarto nel 1728.
  3. Memoriale Beneficiorum Dei, ou les principales faveurs que j’ai reçues de Dieu par son Fils Notre-Seigneur Jésus-Christ, et par sa très sainte Mère ; in-40 de 50 pages.
  4. Opuscoli vari: testamento del venerabile padre Eudes; voto o elevazioni a Gesù in qualità di vittima; patto d’alleanza con la Vergine; lettera alla Vergine; voti di obbedienza e stabilità; voto di castità per una persona laica, voto di martirio ecc.
  5. Lettere o frammenti di lettere, in tutto 156.
  6. Lettere: dieci lettere inedite pubblicate nel 1958 in Berthelot du Chesnay C., San Giovanni Eudes. Textes choisis. Namur, Edizioni du Soleil Levant, 1958. Sette di queste lettere sono indirizzate a madre Mechtilde (Catherine de Bar).
  7. La vita ammirevole di Marie des Vallées e degli eventi straordinari che le accaddero, un volume in quarto. La copia, purtroppo incompleta, fu ritrovata nella biblioteca dell’Università Laval di Québec e pubblicata nel 2013 (tomo XIII). Non è propriamente un libro di san Giovanni Eudes, ma una raccolta di appunti da lui trascritti sotto dettatura della pia donna e riordinati per riferirne al vescovo di Coutances, che gli aveva affidato la sua direzione. Eudes non intendeva pubblicare il testo; fu il suo segretario, venendo meno alla fiducia, a farne copie probabilmente imprecise.

Le persone presentate nel dossier storico

Postulatori della causa

Mons. Luc Crépy

Mgr Luc Crépy, c.j.m.

Il dossier lo presenta come postulatore della causa, incaricato di raccogliere gli elementi teologici, spirituali e pastorali per il discernimento della Chiesa.

Suor Marie-Françoise Le Brizaut

Suor Marie-Françoise Le Brizaut, r.b.p.

Religiosa di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore, fu vicepostulatrice e collaborò con mons. Luc Crépy. È morta il 28 marzo 2019.